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SILVOTERAPIA: CRESCITA E BENESSERE PERSONALE

Chi non ha mai camminato tra gli alberi, percorso un sentiero tra i boschi silenti, evitando di calpestare un’erba, un fiore … praticando così un po’ di Silvoterapia. Le origini di questa “terapia”, sono legate alle antiche pratiche e credenze che rintracciavano nei luoghi boschivi, forze ed energie con le quali l’uomo entrava in relazione. Il benessere che ne deriva era infatti ben noto ai sacerdoti celtici che, appunto, praticavano questa speciale arte terapeutica in grado di conferire un’immediata sensazione di sollievo. Oggi sappiamo che gli effluvi radicanti dalle piante, i luoghi silvani procurano stati di benessere psicofisico.

MA COS’E’ ESATTAMENTE LA SILVOTERAPIA?
La scienza che ha studiato questa antica arte ha scoperto che i benefici proverrebbero dagli ioni negativi che producono gli alberi e che aiuta a liberare la mente e a sentirsi meglio. Si pensi che un albero con un diametro di chioma di 15 m è in grado di produrre in un giorno il necessario giornaliero di ossigeno per 14 persone.
La ionizzazione negativa dell’aria crea una sensazione generale di rilassamento corporeo, un abbassamento della pressione sanguigna e della frequenza respiratoria, migliora le capacità cognitive e di attenzione, ma soprattutto normalizza la funzione neurale.
Altre ricerche più recenti (Forest Bathing ) dimostrano che una bella passeggiata in un bosco allevia il mal di testa, è capace di abbattere lo stress e rinforza il sistema immunitario, per non parlare del riequilibrio delle funzioni ormonali.

Parlare di Silvoterapia non è esattamente il solo camminare o entrare in contatto con la pianta, ma si parla di radicamento, di effluvi, di ascolto e comprensione dello stormire delle foglie, di percorsi/sentieri, di energie vitali, di linfa, di rapporto albero-uomo, di completo abbandono, di cambiamento…

Camminando in un bosco, l’uomo comprende chiaramente ciò che porta dentro di sé; è la natura spirituale, quel sottile linguaggio che, si manifesta, quando ci lasciamo immergere completamente nel verde delle grandi piante.
Ci si rende conto di vivere in una realtà relativa, provvisoria, in continuo cambiamento; ciò che lasciamo alle nostre spalle non è più come lo avevamo percepito.

L’abbraccio all’albero, nelle diverse posizioni, è la massima espressione di questa “terapia”.

Tutto ciò che viene chiesto all’uomo è la “coerenza morale” … riconoscere nelle piante la presenza di esseri viventi.
L’uomo che abbraccia un albero deve porsi in relazione con esso e tener conto delle percezioni reciproche condivise.

“Troverai più nei boschi che nei libri.
Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà.”
Bernardo di Chiaravalle.